Il silenzio interiore è da sempre visto da tutte le tradizioni spirituali, da Oriente ad Occidente, come il mezzo attraverso il quale è possibile raggiungere l’Illuminazione. E’ attraverso il silenzio interiore che è possibile porre un freno al continuo chiacchiericcio presente nelle nostre menti impazzite. Alle volte il chiacchiericcio è così frenetico, la mente salta di palo in frasca, da un pensiero all’altro, senza sosta, senza tregua e alla fine ci perdiamo completamente cadendo vittima dello spietato gioco dell’io: ci identifichiamo con i nostri pensieri, pensiamo di essere i nostri pensieri.
La ricerca del silenzio interiore è una ricerca alle volte scoraggiante: la mente è così restia a frenare questa produzione frenetica di pensieri che spesso ci sembra impossibile, quasi inimmaginabile poter riuscire a fermarla in qualche modo.
Dobbiamo tenere presente che la meditazione statica, della quale potete leggere migliaia di libri, è un sistema per raggiungere il silenzio interiore che va contestualizzato; intendo dire che quel tipo di meditazione, in cui ci si siede in silenzio e si cerca di acquietare la mente, è una via sicuramente utile nel contesto di chi l’ha creata.Pensare però di assorbire quel tipo di pratica in un contesto completamente diverso, quale è quello Occidentale, mi sembra una forzatura. Noi viviamo in una società che si incardina su concetti completamente diversi: la velocità, l’azione, il movimento.
A tal proposito Osho ha creato una serie di meditazioni dinamiche attraverso le quali è possibile arrestare il flusso di pensieri e raggiungere lo stesso fine: il silenzio interiore.
La tecnica che vogliamo proporvi è mutuata da Carlos Castaneda il quale la apprese dal suo maestro Don Juan Matus.
La camminata di Potere
Tecnica
Il cuore della tecnica consiste nel camminare per lungo tempo cercando di mantenere l’attenzione focalizzata “solo” sulla camminata e quindi cercando di “spegnere” il flusso di pensieri.
A questo proposito Don Juan rivela a Carlos degli utili espedienti per facilitargli il compito: gli ordina di camminare sempre con lo sguardo incrociato (come quando fissate la punta del naso con entrambi gli occhi) e gli occhi socchiusi guardando l’orizzonte e non mettendo a fuoco nulla. Lo scopo è far perdere alla mente il potere di controllare le percezioni visive che provengono dall’esterno che le danno spunto per generare nuovi pensieri.
Un altro suggerimento che Don Juan da a Carlos e quello di tenere le braccia come se sotto ad esse stesse portando due meloni. Anche questo ha lo scopo di tenere vigile la propria consapevolezza evitando di perdersi nella marea di pensieri che affollano le nostre menti.
Chiaramente potete praticare questo tipo di camminata solo in un contesto in cui siete sicuri che non ci siano automobili o altri pericoli: in questi casi camminare a occhi incrociati sarebbe imprudente. Vi consigliamo di praticare questa meditazione sul sentiero di un bel bosco: quando riuscirete a interrompere il dialogo interiore percepirete la bellezza che è intorno a voi; i suoni, i colori, il vento che soffia sulla vostra pelle, acquisiranno una bellezza di cui non eravate mai stati consapevoli fino ad allora.
Il vostro chiacchiericcio mentale vi ha impedito di vedere tutto ciò per quello che veramente è: tutto sarà meravigliosamente vivo.
Variante
Ho avuto la possibilità di sperimentare una variante della tecnica finora esposta. In un campo sportivo, dove c’è molto spazio, in un momento in cui era deserto, ho camminato con gli occhi completamente chiusi. Non c’erano pericoli per cui era possibile farlo. Camminare con gli occhi chiusi acuisce incredibilmente la percezione degli altri sensi: il canto degli uccelli diventa così vivido da incantarvi; percepite il contatto dei piedi con la terra come non l’avete mai percepito. E’ una variante che certamente non va praticata sulla strada, mi sembra ovvio.
Voglio finire con una citazione sui pensieri di Eckhart Tolle che Alfonso ha pubblicato qualche giorno fa:
Non sei “colui che pensa”
All’inizio della libertà è la realizzazione
che tu non sei “colui che pensa”.
Il momento in cui cominci ad osservare colui che pensa,
si attiva un livello di coscienza più alto.
Incominci a renderti conto che esiste un vasto regno
di una intelligenza al di là del pensiero,
e che il pensiero è solamente un
aspetto di quell’intelligenza.
Ti rendi anche conto che tutte le cose che hanno
veramente importanza – bellezza, amore, creatività, gioia,
pace interiore – nascono al di là della mente.
Incominci a risvegliarti.
(Eckhart Tolle)
Tratto da http://www.mentemilionaria.it/
















