Impariamo davvero a guardare dall’alto in basso, ma guardiamo così noi stessi, ne avremo innumerevoli vantaggi.
Proviamo a guardare noi stessi, ad osservarci come siamo abituati a fare con gli altri.
Il primo vantaggio che da ciò deriva, quello immediato che salta subito agli occhi, è la possibilità, osservandoci da spettatori, di distaccarci dal coinvolgimento emozionale, così spesso distruttivo.
Se riusciamo ad abituarci ad assumere il ruolo dell’osservatore di noi stessi, in ogni situazione, ci accorgeremo subito di come saremo sempre in grado di gestire al meglio le nostre emozioni, anche quelle più deleterie, virandole in maniera esclusivamente costruttiva.
Sarà sempre più facile non farci coinvolgere dalle emozioni negative e non dipendere dalle nostre emozioni positive.
Siamo tutti abituati ad osservare il comportamento degli altri, ma spesso poco propensi a guardare noi stessi, non comprendendo quanto più produttivo sia questo secondo atteggiamento.
Ma cos’è che ci permette di osservarci dall’alto in basso, se non la nostra propria consapevolezza, la nostra coscienza profonda, l’unica essenza che ci appartiene veramente e completamente. E’ l’Io Sono che abita il nostro corpo che ingloba il nostro essere, che è in grado di osservare se stesso dall’alto. E se impariamo che ognuno di noi E’ il suo Io Sono e smettiamo di identificarci con il milione di altre cose che pensiamo di essere, ci eviteremo davvero moltissimi problemi.
Attraverso la nostra consapevolezza e l’osservazione cosciente di noi stessi saremo, un po’ alla volta, capaci di individuare i semi che spargiamo in giro nel nostro presente che un giorno germoglieranno manifestando domani la nostra realtà.
Man mano che ci abituiamo ad osservarci saremo anche sempre più abili, riconoscendo i semi, eventualmente ad eliminare quelli dannosi prima che mettano radici e germoglino, sostituendoli con semi più affini al raggiungimento del nostro scopo e alla nostra anima e più produttivi per la realizzazione della nostra felicità.
Possiamo, guardandoci dall’alto in basso, seminare nel presente quei semi utili per il nostro futuro in maniera consapevole, in allineamento con i nostri tre sè, cercando di rispettare sempre e comunque tutto ciò che ci circonda, amando il nostro prossimo indipendentemente dalle contingenze, amando prima di tutto noi stessi e lasciandoci andare, in favore di corrente, con il fluire della vita.
Osserviamoci divenire il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo! Perchè la nostra vibrazione, positiva o negativa che sia, si espande verso gli altri avvolgendoli aiutandoli o penalizzandoli. Osserviamoci mentre facciamo in modo che gli altri con il nostro cambiamento possano godere come noi del meglio! Ecco cosa significa non essere altruisti focalizzandoci sulle disgrazie degli altri, ma invece essere produttivamente egoisti, cercando la nostra personale felicità, unica strada per far sì che ne beneficino anche gli altri. Basta modificare noi stessi, senza bisogno di fare praticamente niente, e cambieremo il mondo che ci circonda.
Cambiare noi stessi, raggiungere noi stessi la Pace dell’Io, è la migliore cosa che possiamo fare per l’umanità.
Raggiungere la Pace dell’ Io fa in modo che sia sufficiente la nostra presenza in un determinato luogo per modificarne l’energia. Raggiunta la Pace dell’ Io saremo talmente pieni di gioia, di grazia, di amore, di energia, da espanderla tutto intorno a noi, fino a modificare definitivamente tutta la nostra realtà. Avremo raggiunto il meglio per noi stessi e per tutte le entità coinvolte nella nostra realtà.
“Questo processo di energia migliorerà così tanto dentro di te che tutto ciò che è attorno ne sarà ricolmo e a sua volta si riverserà su ciò che è intorno a te, e ciò che è intorno a te si riverserà dentro di te perché non ci sarà più separazione, ci sarà solo ed esclusivamente unità. Questo aiuta la trasformazione, aiuta il pianeta, aiuta l’umanità” (Kryon)
Questa evoluzione energetica ci conduce a sentire tangibilmente e a fonderci con la fluidità dell’energia, a manifestare “il regno di Dio sulla terra”. Il regno di Dio non è altro che un modo di essere, una felicità interiore duratura e definitiva.
Perchè se sei veramente felice nel profondo non potrai che essere sempre più felice, tu e tutti quelli che determinano la tua felicità. Non potrai essere felice se attorno a te gli altri piangono. Ne deriva come conseguenza che se tu sei in pace e sereno chi ti sta attorno non potrà che essere in pace e sereno… e l’unico vero ostacolo al raggiungimento definitivo della pace dell’ io per noi stessi è per gli altri è dato esclusivamente dalla nostra mente, dalle credenze limitanti dettate dalla separazione, dalla paura e dal giudizio.
Post ispirato dalla lettura di “Diventa spettatore attivo della tua evoluzione” canalizzazione di Kryon.




















