L’Aldilà è il luogo da cui proviene il nostro spirito quando entriamo nel ventre materno nell’attesa di nascere e in cui ritorna quando moriamo. È il cielo, il paradiso di gran lunga più meraviglioso di quanto la nostra mente terrena possa concepire. Di solito ce lo rappresentiamo come qualcosa «là fuori da qualche parte», sopra le nubi, al di là della Luna e delle stelle, oltre Oz e l’Isola Che Non C’è, e ciò è comprensibile, dato che questo luogo è infinito e misterioso quanto immaginiamo che sia.
Ma la verità è molto più affascinante e confortante: l’Aldilà è proprio qui, tra noi, un’altra dimensione sovrapposta al nostro mondo, circa un metro al di sopra del nostro «livello del suolo». La sua frequenza vibrazionale è molto più alta della nostra, ed è questo il motivo per cui non riusciamo a percepirlo.
Tanto per fare una semplice analogia, pensate a un fischietto per cani: la frequenza del suono che emette è così alta che l’orecchio umano non lo percepisce, mentre gli animali sono in grado di udirlo distintamente. Parte del dono medianico, in effetti, è la capacità data da Dio di percepire una gamma più ampia delle frequenze vibrazionali, ragion per cui siamo in grado di comunicare con il mondo spirituale più facilmente rispetto «norma». Continua a leggere
La paura dell’insuccesso è quasi epidemica e dipende perlopiù dal fatto che la vita è diventata sempre più complicata. Grazie ai cambiamenti intervenuti — dai costanti progressi tecnologici alla crescente accessibilità alla comunità globale, all’evolversi troppo lento ma inarrestabile delle pari opportunità per ogni razza, sesso, religione e preferenza sessuale — ci troviamo ad avere più possibilità di scelta, più strade disponibili di quante ce ne siano mai state offerte nel corso della nostra permanenza qui.
Ma tralasciamo le complicazioni appena elencate. Non importa quante possibilità si presentino, non importa quanto tutto ciò sembri creare confusione, la vera radice spirituale della paura dell’insuccesso si riassume in una sola domanda, che ne siamo consapevoli o no: «Sto seguendo il mio piano vitale?». Continua a leggere



















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