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Domanda: Che cosa provoca la mia paura?

Abraham: La paura è quella sensazione, quell’emozione che è presente in voi quando avete sia un desiderio sia una convinzione che lo contraddice. La paura è la risposta al vostro stato vibrazionale. Voi siete esseri che vibrano e in ogni momento state emettendo un segnale. La vostra vibrazione può essere chiamata pensiero, memoria, fantasia, immaginazione o può essere chiamata Energia.

In altre parole, la vostra vibrazione può essere così: “ Mentre sono nel mio presente e penso al presente, al futuro o al passato – tutto quello è un pensiero. Qualsiasi cosa io sto percependo mi fa emettere una vibrazione e quella vibrazione viene risposta o meglio corrisposta da Tutto-Ciò-che-E’. Così, quando io ho paura, significa che sto avendo un pensiero che voi potreste chiamare desiderio e un pensiero che voi potreste chiamare convinzione che sono in contraddizione”.

La presenza della paura è sempre sintomo di resistenza. La presenza della resistenza significa sempre non permettere all’Energia del desiderio di fluire attraverso di voi – sempre, senza eccezioni.

Lo stesso vale per la confusione, la vulnerabilità, la rabbia, disistima e per il senso di colpa. Tutte le emozioni negative significano la stessa cosa. Voi le chiamate in modo diverso perché loro giocano in modo diverso nella vostra esperienza – ma tutte significano la stessa cosa.

La vibrazione della paura è di solito una vibrazione molto forte e di solito sta a significare che c’è la presenza di un forte desiderio dentro di voi.

Spesso quando avete paura è perché avete una convinzione che contraddice degli elementi base della vostra stessa natura……voi non sarete mai in un posto dove non sentirete un’emozione negativa, e non vorremmo mai che voi foste in quel posto, perché sarebbe come rendere insensibili le vostre dita cosicché non possiate farvi male con qualcosa di molto caldo o tagliente. Voi potreste dire: “ Ma è molto meglio ora che posso sbattere le mie mani qua e là senza farmi male. Ora posso anche incastrare le dita nello sportello della macchina, non ha importanza, non mi secca più dato che non mi fa male!”. Noi vi diciamo che non sarebbe buono per le vostre dita che presto sarebbero piatte, rovinate, e le mani sarebbero tutte molli. Voi avrete distrutto le vostre mani, anche se era senza dolore.

Ecco quello che la paura è.

Niente paura Luciano Ligabue

Estratto dal seminario di Syracuse, NY, !6/10/1999 ~ Traduzione: Mariu

Se volete potete distribuire liberamente questo testo, in maniera non commerciale e gratuitamente, conservandone l’integrità, comprese queste note, i nomi degli autori ed il link http://leggedattrazione.com

Dal momento che la nostra cultura ammira l’approccio più maschile e razionale verso la vita, e disprezza il lato femminile, più portato ai sentimenti, tutti hanno imparato, in qualche misura, a nascondere i propri sentimenti, persino a se stessi.

Abbiamo imparato a seppellire la maggior parte delle nostre sensazioni nel profondo di noi stessi, e a mostrare al mondo soltanto quello che sembra sicuro, e generalmente non è molto.
La maggior parte di noi si sente particolarmente a disagio con i sentimenti comunemente considerati “negativi”, come la paura, la tristezza, il dolore, la collera e la sensazione di essere feriti. In realtà non esistono sentimenti negativi.

Noi definiamo negativi le cose perché non le capiamo e quindi ne abbiamo paura. Tutti questi sentimenti sono naturali e importanti; ognuno ha una funzione significativa nell’esperienza umana. Invece di respingerli ed evitarli, abbiamo bisogno di esplorare e scoprire il dono che ogni sentimento ci offre.

I pensieri sono molto più collegati alla mente cosciente e alla volontà, mentre i sentimenti vengono da un luogo più profondo e meno razionale. In una certa misura possiamo scegliere coscientemente i nostri pensieri, ma l’unica scelta che abbiamo riguardo ai nostri sentimenti è il modo in cui affrontarli.

Per esempio, la persona che è stata licenziata potrebbe scegliere di crogiolarsi in pensieri critici o vendicativi sul suo capoufficio, oppure concentrarsi su pensieri che riguardano la ricerca di un altro lavoro.

Ma le emozioni sottostanti di rabbia e di paura rimangono lì, immutate. La persona può scegliere se affrontare queste sensazioni rimanendo seduto in casa in preda alla depressione, oppure andando in ufficio a gridare contro il capo oppure sfogandosi con un amico o un terapista, per poi andare in cerca di un nuovo lavoro.

In altre parole, può reprimere i suoi sentimenti, sfogarli, oppure esplorarli esprimerli, accettarli, e infine trovare un modo di agire appropriato per prendersi cura di se stesso.

Permettendoci di riconoscere e di vivere i nostri sentimenti quando si presentano, sviluppiamo gli strumenti per rimanere in contatto con essi.

È importante entrare in contatto con i bisogni che si trovano sotto le nostre emozioni e imparare a comunicarli con efficacia. Al di sotto della maggior parte delle nostre emozioni si trovano le nostre esigenze basilari di amore, accettazione, sicurezza e autoconsiderazione.

Abbiamo bisogno di conoscere il bambino vulnerabile che vive ancora nel profondo di noi, e di diventare il genitore affettuoso di cui il nostro bambino interiore ha bisogno.

I nostri sentimenti sono una parte importante della forza vitale che si muove costantemente attraverso di noi. Impedendo a se stessi di vivere appieno le proprie emozioni, si interrompe il flusso naturale della forza vitale.

L’energia viene bloccata nel corpo fisico e può rimanere così per anni o addirittura per tutta la vita, finché non viene liberata. Questo stato genera dolore emozionale e fisico, e malattie.

Sentimenti repressi = energia bloccata = malattie emozionali e fisiche.

Accettare le nostre emozioni, concederci di viverle e imparare a comunicarle in modo costruttivo e equilibrato, fa sì che scorrano facilmente e naturalmente attraverso di noi. Così la forza vitale fluisce senza impedimenti attraverso il corpo fisico, e produce la guarigione emozionale e fisica.

Vivere i sentimenti = fluire libero dell’energia = salute e benessere emozionale e fisico.

Mi piace usare l’analogia che paragona le nostre emozioni alle condizioni meteorologiche, in costante trasformazione a volte buie, a volte luminose, a volte violente e intense, altre volte calme e tranquille.

Cercare di resistere o di controllare le esperienze emotive è come cercare di controllare le condizioni atmosferiche: il massimo della futilità e della frustrazione! Inoltre, se vivessimo solo giornate di sole alla temperatura esatta di 20 gradi, la vita sarebbe piuttosto noiosa.

Quando siamo in grado di apprezzare la bellezza della pioggia, del vento e della neve come quella del sole, siamo liberi di godere della vita in tutta la sua pienezza.

sensazioni

Dopo aver represso e bloccato le nostre sensazioni non possiamo metterci in contatto con l’universo insito in noi, non possiamo prestare ascolto alla nostra voce intuitiva e non possiamo certo godere di essere vivi.
Quando sorvegliamo le nostre sensazioni impediamo all’energia vitale di fluire attraverso il nostro corpo. L’energia di queste sensazioni represse e inespresse rimane bloccata nel nostro corpo e ciò causa sconforto emotivo e fisico e, a lungo andare, malattie e disturbi fisici. Diventiamo apatici, quasi fossimo morti.
Dopo aver sperimentato e liberato emozioni del passato, prima represse, un maggiore flusso di energia e di vitalità arricchirà la vostra vita. E’ importante che impariate a essere in contatto con le vostre sensazioni non appena esse compaiono: in questo modo possono continuare a muoversi attraverso voi e il vostro canale rimarrà libero.

Le emozioni hanno una natura ciclica e, come il tempo meteorologico, cambiano costantemente. Nel corso di un’ora, di un giorno o di una settimana possiamo provare sensazioni diverse.

Se capiamo ciò, possiamo imparare ad apprezzare tutte le nostre sensazioni e permettere loro di continuare a cambiare.

Ma quando temiamo alcune sensazioni, quali la tristezza o la paura, inizieremo a usare i nostri freni emotivi non appena ne avremo la percezione. Non vogliamo percepirle completamente, così ci fermiamo a metà strada senza completare l’esperienza.
Tendiamo a considerare dolorose alcune sensazione e, quindi, vorremmo evitarle. Ho scoperto, tuttavia, che il dolore deriva realmente dalla resistenza a una sensazione.

A livello emotivo quel che ci provoca dolore è la nostra resistenza a una sensazione “negativa”. Mentre, se permettiamo a noi stessi di percepirla e di accettarla totalmente, essa diventa una sensazione intensa, non una sensazione dolorosa.
Non vi sono molte sensazioni “negative” o “positive”: noi le rendiamo tali, a seconda che le rifiutiamo o le accettiamo. Per me, tutte le sensazioni sono parte dell’indicibile e mutevole sensazione di essere viva. Se amiamo tutte le differenti sensazioni, esse ci appaiono come i colori dell’arcobaleno della vita.

Se vuoi lavorare sulle emozioni praticamente, ecco due visualizzazioni:

Una per guarire a livello emozionale e l’altra è una risorsa di consolazione per i periodi in cui ti senti stancho, freddo e vuotoi, anche per una vecchia ferita, o per un piccolo ostacolo momentaneo della tua vita.

 

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